La formica di fuoco costruisce il suo nido soprattutto in aree frequentate dall’uomo, come zone urbane, prati irrigati, campi coltivati e bordi stradali. I suoi cumuli di terra sono visibili in superficie e collegati a un intricato sistema di gallerie sotterranee, con percorsi tipici utilizzati per il foraggiamento. In Sicilia, la sua presenza si nota in aree umide, vicino a corsi d’acqua e zone irrigue.
Esternamente, i nidi si presentano come piccoli cumuli di terra, con dimensioni che possono variare da 10 fino a 60 cm. In altri casi, il formicaio appare come un’area di terreno smosso. All’interno, le gallerie formano una rete complessa, simile ad un nido d’ape, che ospita le operaie e la covata. Se il formicaio viene aperto, ad esempio con un bastone, è possibile osservare le operaie muoversi rapidamente, insieme alle camere dedicate alle regine e alla covata.
Al contrario, i nidi delle formiche autoctone sono generalmente più semplici e composti da cumuli di terra inerte derivante dallo scavo del formicaio, senza la stessa complessità.